Cartoni animati

Ecco perché nei film Disney le mamme muoiono sempre

mdbMa sei pazza a chiamare il tuo blog Mamma Disney? Lo sai che fine fanno le mamme nei film Disney?” mi ha chiesto un amico quando ho cominciato questa nuova esperienza.

In effetti, non aveva tutti i torti. Le mamme (ma anche i papà, va detto) nei cartoni animati firmati Disney raramente sopravvivono più di un quarto d’ora. “Perché?!” ci chiedevamo disperati da piccoli, piangendo la mamma di Bambi; “Ma era davvero necessario?” ci siamo chiesti una volta diventati grandi, osservando impotenti la nave dei genitori di Elsa e Anna che affondava a inizio film.

Avete notato che nei film Disney che hanno riscosso più successo al botteghino i genitori dei protagonisti erano assenti o passavano a miglior vita entro un terzo del cartone? Ricordiamo per esempio:

  • rei-leao08Biancaneve e i sette nani (1937) – madre e padre morti (probabilmente fatti fuori dalla Regina)
  • Pinocchio (1949) – madre peggio che morta, semplicemente non necessaria
  • Dumbo (1941) – padre assente, madre in prigione per metà film
  • Bambi (1942) – che ve lo dico a fa’
  • Cenerentola (1950) – un record: madre morta prima del film, padre fatto fuori in 60 secondi netti
  • La bella Addormentata nel Bosco (1959): genitori vivi ma di dubbia intelligenza
  • Il Libro della Giungla (1967): genitori non pervenuti ma dai resti della barca in cui viene trovato Mowgli probabilmente affogati
  • Le avventure di Bianca e Bernie (1977): la povera Penny è una delle orfane più tristi della storia del cinema
  • La Sirenetta (1989): madre non pervenuta ma probabilmente morta di parto considerato il numero di sorelle di Ariel
  • La Bella e La Bestia (1991): madre assente, probabilmente morta
  • Aladdin (1992): lui è orfano, Jasmine ha perso la madre e ha un padre rincoglionito
  • Il Re Leone (1994): qui mammà si salva, ma Mufasa…. oh, Mufasa 😭
  • Lilo e Stitch (2002): madre e padre morti in un incidente; per la prima volta un assistente sociale si degna di preoccuparsi della cosa
  • La Principessa e il Ranocchio (2009: qui è il padre a fare una brutta fine, scena tristerrima
  • Rapunzel (2010): storia complicata, comunque lei incontra i suoi solo a fine film
  • Frozen (2013): i genitori di Anna ed Elsa muoiono subito, e nessuno si preoccupa di regnare nei successivi 3 anni
  • Arlo (2015): il protagonista perde la strada di casa, quindi rimane praticamente “orfano” (e comunque per sicurezza gli fanno fuori anche il padre)

E vogliamo per piacere ricordare che fine ha fatto il papà dei Tre Porcellini? Notare il quadretto sulla sinistra…

tre-porcellini1

Insomma avete capito. Ma torniamo al punto:

Perché i genitori muoiono sempre nei film Disney?

lI motivi sono principalmente due. Il primo è pratico: uccidere la mamma (e possibilmente anche il papà) è un’abile mossa da parte degli sceneggiatori per “liberare” i protagonisti, spesso giovani se non addirittura bambini, dal rassicurante giogo a cui siamo legati per tutta l’infanzia e l’adolescenza. Quando siamo piccoli non ci è permesso (e per fortuna!) fare esperienze forti come quelle che invece vivono i protagonisti di un film.

Un film dura mediamente 80-90 minuti ed uno dei temi universalmente affrontati nelle pellicole Disney è quello della crescita – ha spiegato Don Hahn, produttore Disney, in un’intervista pubblicata da Glamour – Si è ritenuto che in assenza dei genitori tale crescita e assunzione di responsabilità avviene più rapidamente; rimuovere i genitori, come nel caso di Bambi, costringe a maturare più rapidamente… Belle ha un padre, ma non lo vediamo mai perché si è persa, e allora deve trovare da sola il suo posto nel mondo. Diciamo che è una scorciatoia narrativa“.

E in fondo pensateci: la madre di Dumbo deve essere imprigionata perché lui, lasciato solo, scopra di avere un dono. Simba deve perdere il padre e subire una sorta di esilio per crescere abbastanza forte e motivato da battersi con lo zio per diventare Re. Anche lo stesso Arlo trova nel trauma della morte del padre la forza per crescere, affrontare un viaggio incredibile e combattere le sue paure.

E poi c’è un altro, ben più agghiacciante motivo per cui i genitori, e nello specifico le mamme, muoiono o non sono nemmeno presenti nei film Disney.

La terribile fine della madre di Walt Disney

Senza titolo 3È sempre Don Hahn a raccontare un tristissimo retroscena sulla vita di Walt Disney: “Nei primi anni ’40 decise di regalare una casa ai propri genitori, il coronamento del sogno di quando era bambino. Purtroppo la caldaia non era stata installata in maniera corretta e ci fu una fuga di gas con i suoi genitori in casa quando arrivò la signora delle pulizie riuscì a salvare solamente il padre… sua madre morì in maniera tragica… Walt si sentì responsabile della cosa e non volle mai parlare dell’accaduto“. Flora Call Disney in effetti venne trovata morta il 29 novembre 1938, ma sono in molti a pensare che per allora gran parte della produzione di Walt Disney fosse già avviata, e che non ci sia alcun nesso tra l’incidente e la scelta di eliminare (o rendere insopportabili/pazzi/incapaci) i genitori dei protagonisti dei suoi film.

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6 risposte a "Ecco perché nei film Disney le mamme muoiono sempre"

  1. In molti casi la Disney racconta in versione cartone animato fiabe di altri autori (biancaneve, cenerentola, la bella addormentata, pinocchio, la sirenetta, aladino, il libro della giungla). In Mary poppins i genitori ci sono e son presenti. Ne gli aristogatti c è la mamma e poi acquisiscono anche un papà. Anche ne la carica dei 101 ci sono i genitori.
    I protagonisti sono bambini o giovani adulti perché il pubblico a cui si rivolge è compreso in quella fascia d età. Pa crescita personale avviene in ogno esperienza facciamo nella vita, ma per un giovane ogni esperienza è nuova, non ha un precedente, per cui è più forte. E la crescita avviene sempre in modo autonomo, sebbene lo zampino di un amico, un confidente, giovane o adulto, non manca mai. Come nella vita reale

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    1. Mi ha colpito il tuo commento a ” La principessa e il ranocchio ” : tristerrimo!
      Reminescenze da Melevisione?
      Comunque bello l’articolo.
      Purtroppo è vero, è necessario perché avvenga l’avventura.

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  2. Forte questo articolo ! Dopo averlo letto sono andata a sbirciare tra i dvd della nostra videoteca e in effetti quelli dove sono presenti i genitori sono veramente pochi. 🙂
    Mi ha fatto sorridere il termine ” liberare ” i protagonisti … perchè in effetti anche nella vita reale, nella maggior parte dei casi, il genitore, con le sue regole e la sua influenza, non lascia veramente spazio al giovane figlio di cresce, ma soprattutto crescere a ” modo suo ” con un suo modo di vedere le cose, con una sua spiccata personalità.
    Dovrebbe essere così.
    Non è per niente sbagliato, per quanto difficile.
    Il genitore dovrebbe dare delle linee guida, dei suggerimenti, e poi lasciare che il figlio sia se stesso e non sempre è così. Vedo troppo spesso genitori che vorrebbero che i figli fossero fatti a loro immagine e somiglianza. C’è perfino una sorta di “guerra” anche tra mamma e papà, della serie ” assomiglia a me” … “assomiglia a te” …. ” anche io ero così “….
    Per esperienza personale posso dire che, cresce “da soli”, ad un certo punto della vita si intende, aiuta di più a trovare noi stessi. A trovare il nostro io interiore.
    Difficile, certo.
    Doloroso, pure.
    Ma assolutamente efficace, per poi prendere in mano le redini della nostra vita con decisamente più forza, sicurezza e infinita soddisfazione !
    Disney comunque è imbattibile.
    Dai primi capolavori, agli ultimi.
    Hanno tutti una morale profonda che ci accompagna, insieme ai nostri bimbi, nella loro crescita.
    http://qualcosadamamma.blogspot.it/

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    1. Eh già! Pensa per esempio ai genitori di Elsa, a proposito di mamme e papà che pretendono figli a loro immagine e somiglianza… Elsa è una “diversa” e loro anziché accettare la sua diversità e valorizzarla, ne sono terrorizzati e le chiedono di sopprimere il suo vero Io, mettendole dei guanti, chiedendole di “celare, domare” i suoi istinti e per sicurezza lasciano che si rinchiuda in camera sua e che non frequenti più nessuno. Solo con la loro dipartita Elsa è costretta ad affrontare la sua diversità, e le basterà un pomeriggio in montagna per imparare ad amarla e a utilizzarla a suo vantaggio…

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  3. Unica pecca… la madre di Ariel non muore di parto… bensì uccisa da alcuni umani… questo Porta TRitone ad essere iperprotettivo nei confronti delle figlie! (Fonte; la sirenetra 3)

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    1. Nuoooooo davvero?! Questa davvero mi mancava, grazie! Io di solito odio i sequel da videocassetta ma mi sa che, visto che La Sirenetta è il mio cartone Disney preferito, farò un’eccezione… Grazie per la dritta!

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