Cartoni animati

Zootropolis: questione di trailer

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Giovedì scorso sono andata a vedere Zootropolis con Emma, 4 anni appena compiuti. Un film godibilissimo, come tutti i cartoni animati firmati Disney, naturalmente. Ma temo che non entrerà a far parte di quei grandi classici che passeranno alla storia e che i bambini di oggi e di domani vorranno vedersi e rivedersi più e più volte fino all’esaurimento nervoso (dei genitori).

Trattasi, in poche parole, di un poliziesco. E come tutti i polizieschi, è coinvolgente e affascinante durante la fruizione ma, una volta scoperto il colpevole o risolto il mistero, rischia di essere archiviato come “visto”, e dimenticato.

Certo Zootropolis racconta molto più di un semplice caso da risolvere. Zootropolis parla di integrazione, di evoluzione, di razzismo e di vecchi pregiudizi duri a morire. E poi c’è l’indimenticabile ambientazione della storia: una città moderna e colorata abitata da animali di tutte le specie. Impossibile non rimanere affascinati da questa metropoli apparentemente progredita e tollerante che nasconde però una netta suddivisione in quartieri, gelaterie in cui non vengono servite alcune specie di animali, ambiti lavorativi in cui non tutti possono (per lo meno facilmente) entrare, come la piccola Judy, coniglietta che sogna di fare la poliziotta, ben presto scoprirà.

Peccato che l’aspetto più interessante e divertente di Zootropolis, e cioè la vita in città, sia stato ampiamente rivelato nei trailer che da diversi mesi ci propongono (e impongono) tv, cinema e social network. Trailer divertentissimi, geniali oserei dire, ma forse troppo lunghi e troppo numerosi. In pratica, se come me ve li siete visti tutti prima di andare al cinema, Zootropolis vi sembrerà solamente un insieme di scene che legano tra loro gli arcinoti spezzoni che tutti conosciamo a memoria (quello del simpatico bradipo in primis).

Come molti moderni film Disney, anche Zootropolis è costruito a strati, ed è godibile a più livelli. La trama principale è decisamente difficile da capire per bimbi di 3 o 4 anni, che comunque apprezzeranno molto l’ambientazione, gli sketch e i protagonisti. I bimbi più grandi coglieranno anche l’aspetto più “giallo” del film mentre per noi adulti sarà facile notare le tante strizzatine d’occhio da parte degli autori, che ci invitano a riflettere sul delicato equilibrio raggiunto dalle grandi metropoli multirazziali di oggi e sui rischi che corre la nostra società, tanto moderna quanto fragile.

Zootropolis: tiriamo le somme

Emma si è divertita? Sì.
Saprebbe ricostruire la trama? No.
Zootropolis racconta una storia? No, non riuscireste facilmente a raccontarlo ai vostri figli prima di andare a nanna.
Entrerà nella storia? Ne dubito.
Il DVD andrà a ruba? Non penso, non è un film che rivedresti più di due volte.
Fa ridere? Se non hai mai visto i trailer sì, ci sono un paio di scene che strappano un sorriso.
Fa piangere, emozionare? Assolutamente no, non scappa una lacrima nemmeno per sbaglio.
Fa riflettere? Se sei abbastanza adulto da cogliere la metafora sì, fa riflettere.

Insomma, per me è “nì”. Ma attendo con ansia i vostri pareri!

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